25 Sep 2015

Salute e sicurezza nella pesca: Inail organizza un incontro per i lavoratori del settore

Occupati in un comparto dall’elevata rischiosità, sono sempre più soggetti alle tecnopatie. Il 26 settembre, presso la Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, una giornata informativa per la promozione di un’informazione corretta e il trasferimento di strumenti pratici e procedure utili alla prevenzione

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) – Si svolgerà il 26 settembre, presso la Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, l’incontro “I lavoratori marittimi – Lavoro, rischi e tutele” organizzato da Inail, Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, Asur - Azienda sanitaria unica regionale 2 e 5 e dalle parti sociali con l’obiettivo di promuovere un’informazione corretta e il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nel settore.

Occupate circa 29mila unità. Secondo i dati forniti dall’Irepa, l’Istituto di ricerche economiche per la pesca e l'acquacoltura, nel 2012 gli occupati nel settore peschereccio nazionale erano pari a circa 29mila unità, con una perdita di circa 6mila posti di lavoro dal 2004 al 2012. “L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Comitato consultivo provinciale presso l’Inail di Ascoli Piceno – spiega Fabio Valente, direttore territoriale Inail  – per avviare un’azione informativa a beneficio dei lavoratori marittimi, impegnati in un settore produttivo caratterizzato da un’elevata rischiosità riconducibile, forse ancor più che in altri comparti, a una scarsa cultura della sicurezza da parte di armatori, conduttori di unità e marittimi imbarcati. Ciò ha trovato conferma, purtroppo, in alcuni tragici eventi avvenuti nell’ultimo anno sulla nostra costa”. Nel corso dell’incontro i temi affrontati riguarderanno, così, i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori del settore, i dati degli infortuni e delle malattie professionali e l’assistenza medica in mare.

Nel comparto pesca il 70% di tutti gli eventi mortali del settore navigazione. Secondo i dati dell’Inail le navi da pesca rappresentano il 48,5% di tutte le imbarcazioni assicurate: la quasi totalità - il 47% del totale - è costituta dalle imbarcazioni da pesca costiera, cioè svolta lungo le coste continentali e insulari italiane a distanza non superiore alle venti miglia. I dati sono forniti sia dal Settore navigazione Inail (ex Ipsema) sia dalla Consulenza statistica attuariale dell’Istituto. “Per quanto riguarda il comparto marittimo ex Ipsema – spiega Rosaria Bongarzone dirigente medico Inail e referente prevenzione per le Marche – si assiste a una rilevante riduzione del fenomeno infortunistico a fronte di una sostanziale stabilità del dato sui casi mortali relativo all’ultimo decennio. È da notare che nel comparto pesca si verifica il 70% di tutti gli eventi mortali del settore navigazione”.

Infortuni in calo, ma aumentano le malattie professionali. “Anche i dati riguardanti la piccola pesca, tradizionalmente assicurata dall’Inail, mostrano una significativa riduzione del fenomeno infortunistico in genere ed una parallela crescita del fenomeno tecnopatico – continua Bongarzone – Le malattie professionali indennizzate nell’ultimo quinquennio riguardano in maniera prevalente l’apparato muscolo-scheletrico e sono correlate al sovraccarico funzionale che si concretizza in tutte le fasi della pesca”. Le patologie a livello della colonna vertebrale e degli arti superiori rappresentano, infatti, rispettivamente il 55% ed il 35% del totale di quelle indennizzate dal 2005 al 2014. Il restante 10% riguarda gli effetti uditivi conseguenti alla cronica esposizione al rumore (soprattutto nella sala macchine), le patologie della cutem da esposizione alle radiazioni solari e da contatto, e le patologie pleuriche asbesto correlate, manifestazioni della remota esposizione ad amianto che, in un recente passato, era ampiamente utilizzato dall’ingegneria delle costruzioni navali.

(fda)

Fonte: portale web INAIL - www.inail.it

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